Asphalt 9 Legends: recensione del nuovo racing game di Gameloft

La serie Asphalt di Gameloft torna con il nono episodio, ora disponibile su iOS, Android e Windows Store.

Il racing arcade nato in seno a Gameloft, software house originariamente sussidiaria di Ubisoft e di proprietà del gruppo Vivendi, ha esordito nel 2004 sul fortunato Nintendo DS e sullo scapestrato N-Gage, il cellulare di Nokia che prima di tutti gli smartphone ha tentato la fusione fra console e dispositivo per chiamate e sms. A differenza del colosso finlandese, Asphalt è riuscita ad arrivare senza patemi d’animo alla fine di questo secondo decennio nel nuovo secolo, spiccando nel marasma di titoli per Android e iOS grazie ad un gameplay semplice e divertente oltre ad una realizzazione tecnica degna delle giuste lodi. Viene pubblicato in

questi giorni Asphalt 9: Legends, ultimo capitolo di una serie che non accenna a voler frenare. Come si saranno comportati i ragazzi di Gameloft Barcellona? Allacciate le cinture.

Un NOS nei pantaloni

Per chi fosse entrato in possesso soltanto oggi di un cellulare abbastanza tecnologico da poterlo usare per il gaming, è bene descrivere il tipo di gioco di cui stiamo parlando. Asphalt è un racing arcade, di quelli “tamarri” e caciaroni, la stessa categoria in cui è possibile iscrivere Need for Speed e Burnout. Così come le due serie di Electronic Arts, anche quella di Gameloft basa tutta la propria identità ludica sulla velocità, il suono delle gomme che stridono sull’asfalto e sul terriccio in improbabili derapate, nell’uso totalmente antiecologico del NOS e nell’eliminazione degli avversari tramite sportellate. Asphalt 9: Legends non tradisce i suoi fratelli maggiori, accodandosi agli episodi che l’hanno preceduto per seguirne la scia.

Prova a superarli con l’introduzione di un nuovo sistema di guida, che potrebbe fare la gioia dei nuovi arrivati così come confondere i veterani. Rinominato Touchdrive, il nuovo driving system trasforma un racing squisitamente arcade in un qualcosa molto simile ad un action condito di Quick Time Event. Scendendo in pista con il Touchdrive attivo, i giocatori rimettono all’intelligenza artificiale di gioco tutto lo stress – ma anche il divertimento – dell’accelerazione e della frenata, che diventano automatiche. All’utente resta la possibilità di scegliere quando derapare, tenendo premuta l’icona nell’angolo a sinistra dello schermo, e quando usare invece il turbo, attivabile con la pressione del pulsante in basso a destra. Tale meccanismo di guida consente poi di scegliere, scorrendo il dito sullo schermo, quale percorso intraprendere in occasione delle biforcazioni: andare dritti e diminuire il tragitto o allungare un minimo, quanto basta per recuperare qualche ricarica del turbo? Affrontare la curva in derapata o cercare l’acrobazia folle sulla rampa lì vicino? I percorsi di Asphalt 9, divisi in una sessantina e più di circuiti, non sono lunghissimi, ma sono stracolmi di situazioni del genere. Non ci si annoia usando il Touchdrive, sia per la spettacolarità del motore grafico – ci torneremo dopo – sia per la varietà di situazioni che lo studio di sviluppo è riuscito ad inserire in gare mai più lunghe del minuto e mezzo, in perfetta armonia con l’idea di gioco mordi e fuggi. Chi invece non volesse proprio saperne del Touchdrive, non ha nulla da temere. Dopo il tutorial introduttivo, ambientato nelle strade della Città Eterna, basterà entrare nelle impostazioni di gioco e scegliere uno degli altri due sistemi di guida. Entrambi restituiscono agli utenti la capacità di sterzare, seppur in maniera diversa. Con il primo, bisogna premere una delle due parti di schermo per indirizzare l’auto a destra o sinistra, avendo cura allo stesso tempo di premere i tasti di freno e turbo presenti sul lato opposto dello schermo; il secondo, invece, adotta il più “canonico” modello di sterzata legato all’uso del giroscopio del cellulare, trasformando lo smartphone in un volante. Dopo alcune ore spese in compagnia di Asphalt 9, ci siamo resi conto che il gioco, a prescindere dal sistema di controllo scelto, non trasmette un grande senso di progressione per ciò che riguarda le abilità dei giocatori. Anche scegliendo di abbandonare il Touchdrive, è molto difficile avvertire la sensazione tangibile del miglioramento delle proprie abilità, a causa della ripetitività di fondo che permea i quasi ottocento eventi presenti nel gioco, divisi nelle varie stagioni. Progredisce in maniera ottima, invece, l’accumulo seriale di materiali, “progetti” di auto e valuta da spendere in game. Ogni gara di Asphalt 9 garantisce gold da spendere per migliorare il parco vetturea nostra disposizione, così come le carte attorno alle quali ruota l’ottenimento di nuove macchine. In perfetto stile Ultime Team, anche le microtransazioni di Asphalt 9: Legends si concentrano sull’acquisto di bustine, all’interno delle quali sono presenti le diverse figurine.

Accumulando abbastanza carte recanti lo stesso veicolo disegnata sopra, questa apparirà all’interno del garage dei giocatori, utilizzabile in qualsiasi momento a patto di avere il serbatoio pieno. Per riempire il serbatoio di benzina, ci sono due possibilità: aspettare il tempo necessario o pagare il pieno tramite una delle due valute, spendendo poi l’altra per il miglioramento delle componenti. Non si avverte, in Asphalt 9, quella sensazione di pay-to-win che caratterizza molti altri titoli offerti in download gratuito, ma di sicuro ricorrere alla carta di credito diminuisce sensibilmente i tempi necessari al raggiungimento delle porzioni di gioco più avanzate, così come potrebbe fare la differenza nell’ottica del multiplayer. Asphalt 9 offre ai propri utenti sia la possibilità di riunirsi in clan e gareggiare contro gli altri giocatori per scalare la classifica mondiale, sia la capacità di sfidarsi in gare PvP sfiziose e dal matchmaking estremamente reattivo.

Review Mirror

Abbiamo accennato prima al motore grafico che anima Asphalt 9: Legends. Così come chi l’ha preceduto, il nuovo arrivato di Gameloft segna un punto di arrivo, se non di svolta, per ciò che riguarda lo sviluppo grafico sulle piattaforme mobile. Asphalt 9 è uno spettacolo per gli occhi, tanto su mostri di potenza come iPhone X quanto su dispositivi più economici e meno performanti come l’Honor 10. Anche su smartphone di fascia media, il gioco nato all’ombra della Sagrada Familia è un tripudio di effetti di luce, blur in derapata, lens flare sotto il sole e profondità di campo.

Dalle sabbie del Cairo ai ghiacci dell’Himalaya, passando per le strade contorte di San Francisco a quelle imperiture di Roma, il gioco di Gameloft offre una varietà visiva sicuramente non rivoluzionaria in quanto ad immaginario, ma molto attenta nello studio di chi l’ha preceduto. L’unico difetto appuntabile al motore grafico è probabilmente la presenza di scalettature che sporcano i modelli della cinquantina di automobili presenti. Sappiamo che, per quanto potente, un cellulare resta pur sempre un cellulare, ma sacrificare qualcosa in termini di shader per favorire un maggiore anti-aliasing forse sarebbe stata una scelta intelligente. In ogni caso, il gioco permette di scegliere fra alcuni pre-set di impostazioni visive, perciò gli utenti potranno liberamente decidere quale tipo di grafica adottare.

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